Introduzione
Le direttive editoriali definiscono l’identità giornalistica della SSR. Fungendo da punto di riferimento, stabiliscono i criteri di qualità e gli standard in conformità ai quali noi collaboratrici e collaboratori della SSR siamo tenuti ad adempiere il mandato di servizio pubblico, ma fissano anche i limiti entro cui dobbiamo muoverci.
Nel lavoro quotidiano, aiutano le giornaliste e i giornalisti e chi si occupa di contenuti mediatici a soddisfare esigenze elevate di professionalità editoriale. Per le persone con funzioni direttive, costituiscono la base per la garanzia della qualità e le decisioni editoriali.
Dato che le direttive editoriali sono pubbliche, siamo coscienti che rappresentano il prisma attraverso il quale sono valutati la nostra offerta e il nostro operato in veste di collaboratrici e collaboratori della SSR.
Le direttive editoriali non esonerano dalle responsabilità individuali e lasciano un margine di manovra nei singoli casi. Se in situazioni particolari il loro disposto non è risolutivo, occorre rivolgersi alla o al superiore di linea. Le decisioni di una certa portata spettano alle persone con responsabilità editoriali che in determinati casi vanno obbligatoriamente coinvolte.
Per certi aspetti le direttive editoriali sono più restrittive delle norme giuridiche. Ciò che è ammissibile per il diritto potrebbe non esserlo dal punto di vista giornalistico. Nei casi più delicati vanno consultati il Servizio giuridico SSR e le persone che rivestono responsabilità editoriali.
Le direttive editoriali non vanno mai considerate complete o esaustive e devono essere adattate o riviste in funzione degli sviluppi del momento. Ciò avviene in modo partecipativo e l’intero personale della SSR è chiamato a contribuirvi attivamente.
I principali fondamenti e complementi delle direttive editoriali (ad es. testi di legge) sono riportati in appendice.