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Rappresentazioni della violenza in generale
Le immagini e i documenti audiovisivi prodotti nel contesto di guerre, atti di terrorismo o violenze, ma anche di incidenti e catastrofi naturali sono spesso perturbanti. Nella selezione e nella presentazione di tali riprese ci atteniamo ai principi riportati qui di seguito.
Non è nostro compito fornire un’immagine edulcorata della realtà. Gli eventi scioccanti vanno presentati come tali. Spesso è necessaria una rappresentazione cruda per illustrare i fatti in modo corretto. A volte tali riprese non hanno solo valore informativo, ma anche carattere documentale e sono quindi importanti.
Occorre tuttavia valutare in modo accurato la rilevanza degli eventi all’origine delle riprese di atti di violenza.
Per tutte le rappresentazioni di questo tipo, dobbiamo prestare attenzione a rispettare la dignità delle vittime e dei loro familiari. Le immagini e i suoni non devono essere utilizzati a scopo sensazionalistico. Tali esigenze sono sancite anche da disposizioni di legge (ad es. art. 135 CP e art. 4. cpv. 1 LRTV).
Di conseguenza, le riprese di scene di violenza non devono essere mostrate più a lungo del necessario. In caso di scene inquietanti, facciamo prova della massima cautela. Non mostriamo persone né morenti né volti riconoscibili di persone decedute. Le scene di violenza non devono essere ripetute.
Nei casi controversi che possono essere interpretati in modo diverso dal punto di vista politico, può tuttavia rendersi necessario mostrare integralmente un atto di violenza. Ad esempio un video pubblicato sui social media, la cui autenticità sia stata verificata, che documenta disordini o un intervento di polizia con conseguenze violente. Solo così è possibile consentire al pubblico di farsi un’opinione autonoma. In questi casi, la pubblicazione avviene d’intesa con la redazione in capo.
La SSR è inoltre tenuta per legge a proteggere l’infanzia e la gioventù (cfr. art. 5 LRTV). Per le offerte destinate a questi gruppi di destinatari va quindi mostrato un particolare rigore.
In caso di riprese scioccanti, il pubblico deve essere avvertito in anticipo in modo appropriato, ad esempio con passaggi di testo, introduzioni verbali o avvisi espliciti.
Prima di diffondere immagini particolarmente violente o brutali, è necessario consultare la propria o il proprio superiore di linea.
Raffigurazioni di violenza e altri contenuti potenzialmente problematici – come la sessualità, il consumo di droghe o l’autolesionismo – possono essere presenti anche in formati di finzione, come film e serie televisive, nonché in reportage e documentari. Queste produzioni vanno valutate alla luce della legge federale sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi (LPMFV) e delle direttive di settore in materia.
Tali contenuti vengono repertoriati dalle redazioni competenti e dalle persone incaricate della protezione della gioventù delle Unità regionali.
Nelle informazioni sul programma va indicata l’età minima consentita. Questa influisce sul posizionamento nella programmazione e, se del caso, sulla fruizione tramite piattaforme on demand.
V1.1 01.10.2026